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Il 16 settembre è la giornata mondiale per la protezione della fascia di ozono

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Il 16 settembre si celebra la giornata mondiale per la protezione della fascia di ozono, lo strato dell’atmosfera che filtra particolari radiazioni solari nocive per l’uomo.

Istituita il 19 dicembre del 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stata scelta la data del 16 settembre perché in quello stesso giorno, nel 1987, veniva firmato il Protocollo di Montréal. Si tratta di un trattato a livello internazionale in cui gli Stati si sono posti l’obiettivo di adottare una serie di politiche atte a favorire il riassorbimento del buco dell’ozono.

Cos'è l'ozono e perché è importante per la Terra

L’ozonosfera corrisponde alla parte più bassa della stratosfera. Si trova a 15-35 km dalla Terra e misura quindi circa 20 km. Si chiama così perché è composta prevalentemente da ozono, un gas serra che trattiene i raggi ultravioletti, ossia quelli ad alta frequenza e bassa lunghezza d’onda. Questi raggi solari sono nocivi per la salute. Ecco perché l’ozono risulta così importante per la Terra.

L’ozonosfera è stata scoperta nel 1913 dai fisici Charles Fabry e Henri Buisson, che intuirono l’azione di filtro solare svolta dal gas. Fu poi studiata dal meteorologo Gordon Dobson, che ne calcolò lo spessore con l’uso di uno spettrometro di sua invenzione.

Paradossalmente, l’ozono a bassa quota, causato soprattutto dall’inquinamento atmosferico, è pericoloso e velenoso per l’uomo. Al contrario, ad alta quota risulta fondamentale per il mantenimento delle giuste condizioni di vita sulla Terra, in quanto assorbe completamente i raggi UV-C e per il circa il 90% i raggi UV-B.

Cosa si intende per buco dell'ozono e da cosa è causato

Per buco dell’ozono si intende l’assottigliamento dell’ozonosfera. Questo assottigliamento è causato soprattutto dai clorofluorocarburi, i CFC, dei gas che fino agli anni 80-90 venivano usati nei solventi, nelle bombolette spray e anche nei circuiti refrigeranti. Questi CFC, come si intuisce dal nome, producono cloro, che si è scoperto essere la causa della distruzione dell’ozono.

L’assottigliamento dell’ozono, in realtà, è un fenomeno naturale che si verifica ciclicamente ai poli. In sostanza, le nubi polari e i vortici che si formano in inverno sopra al Polo Nord e al Polo Sud scatenano delle trasformazioni che portano alla produzione di cloro. A primavera queste nubi si distruggono e il cloro in esse contenute crea reazione con l’ozono presente nell’atmosfera, distruggendo quest’ultimo. A fine primavera le nubi scompaiono del tutto e termina il processo di distruzione dell’ozono.

Quindi la riduzione dell’ozono è un fenomeno che avviene normalmente per cause naturali. Tuttavia a metà degli anni ’80 si è visto che l’ozono sopra le regioni polari continuava a ridursi molto più velocemente della norma, e da questo si è coniata l’espressione “buco dell’ozono”. Ciò era dovuto alle attività dell’uomo e alle conseguenti emissioni di sostanze inquinanti. Per far fronte alla situazione, dalla seconda metà degli anni 80, proprio in seguito alla stipula del Protocollo di Montreal, tutti i paesi hanno cominciato a sostituire i CFC con altri gas, essendo considerati la causa principale dell’assottigliamento dello strato d’ozono.

La situazione attuale del buco dell'ozono

Come abbiamo visto, la grandezza del buco dell’ozono varia nel corso dell’anno a causa di fenomeni naturali. In particolare, nel periodo tra agosto e ottobre si registra la maggiore diminuzione del gas serra, che va invece a riformarsi in inverno.

Nell’estate del 2020 il buco dell’ozono aveva raggiunto dimensioni record, ma inaspettatamente a dicembre 2020 si è richiuso completamente

Quali conseguenze comporta la riduzione dell'ozono?

L’ozono è fondamentale per la vita sulla Terra. Infatti, filtra i raggi solari ultravioletti che sono altamente pericolosi. Questi raggi solari, se non filtrati, portano alle seguenti conseguenze per l’uomo e le altre forme di vita terrestri:

  1. causano mutazioni genetiche e possono quindi creare melanomi e tumori alla pelle
  2. creano danni alla retina dell’occhio, fino a portare alla cecità
  3. impediscono la fotosintesi clorofilliana, con conseguente riduzione delle piante e del fitoplancton. Ciò significherebbe meno prodotti agricoli e meno pesce
  4. come conseguenze estreme si arriverebbe ad avere un habitat inospitale dalle condizioni di vita proibitive per qualunque essere vivente

Ecco perché è fondamentale attuare una serie di comportamenti utili a ridurre l’emissione di agenti inquinanti, come appunto i CFC. La situazione del buco dello strato di ozonosfera è continuamente monitorata, e gli Stati si impegnano a fare la loro parte grazie agli accordi internazionali. Il più importante è il già citato Protocollo di Montréal del 1987, un importante traguardo i cui obiettivi vengono ricordati ogni anno il 16 settembre durante la giornata mondiale per la protezione della fascia di ozono.

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